L’INFELICITÀ DEL CRISTIANO

 

Chi è il cristiano infelice? E’ colui che cammina a testa bassa, pensando che tutte le prove di questo mondo sono per lui. Che tutti i diavoli e demoni dell’inferno si sono scagliati contro di lui, come se una spedizione punitiva sarebbe partita dall’inferno per danneggiare sia lui che la sua casa. Da tutta la colpa al nemico, fino ad issarlo e sembra che Dio non ha più il controllo della sua vita. Spesso chiede aiuto ai fratelli di pregare per lui anche se lui spesso non prega per se stesso. Le prove che (dice ) di ricevere del continuo dal Signore, sono forse appena, appena, più leggere di quelle ricevute da Giobbe secondo il suo criterio. La verità, molti sono veramente dei cristiani toccati e salvati dalla grazia di Cristo Gesù, mentre altri non lo sono affatto diventati. Per quanto il Signore è buono, misericordioso, lento all’ira, amorevole e quant’altro, loro non si sono mai accostati a Lui, né si sono lasciati toccare da quella misericordiosa mano divina. La nostra tristezza è dovuta ad una visione distorta di vedere il Signore Gesù, e di come Egli realmente è, del Suo modo di operare, il Suo modo d’agire e anche del nostro modo fiacco di accostarci a Lui. Spesso pensiamo che Dio la pensi come noi pensiamo, ed è allora che andiamo a sbattere e ci facciamo del male:

“Come i cieli sono alti al di sopra della terra,
così sono le mie vie più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri ( Isaia 55:9).

Dovremmo capire che benché Dio si sia rivelato a noi tramite un corpo umano per redimerci e simpatizzare con le nostre debolezze, il Suo modo di farci comprendere la vita cristiana è differente da come noi la interpretiamo. Molti vorrebbero un dio a proprio agio, fatto a loro misura, un dio che deve provvedere a tutto, nessuna sofferenza, nessun dolore, nessuna ristrettezza finanziaria e da mettere in ripostiglio quando facciamo i monelli. Ma questo non è il Dio della Bibbia. E da qui che nascono le delusioni, non abbiamo ancora capito come si “cammina” con Gesù. A volte siamo impazienti e a volte siamo pigri. La verità si incontra nelle continue preghiere con Lui, dove lo spirito riesce a ricevere e sentire quella voce dolce, e perché è lì che Dio ci parla nello spirito. Dovremmo iniziare ad imparare e capire di più dal Signore che dal Libro dell’Apocalisse. Ho 23 anni di fede, e ho appena il foglio rosa per leggere l’Apocalisse, ogni anno vengo bocciato agli esami. Quindi la patente per interpretare l’Apocalisse ancora non c’è l’ho. Molti invece non sanno niente del Cristo Crocifisso ma sanno tutto sul libro dell’Apocalisse. L’altra sera insieme a due fratelli cercavamo di evangelizzare una donna che disse di non conoscere ancora Gesù, di non aver fatto nessuna esperienza con Lui, ma ci domandò: “a che sigilli stiamo nell’Apocalisse?”. Il mondo pseudo-cristiano si diletta sulle favole, e il libro dell’Apocalisse essendo un libro allegorico per eccellenza, un libro ancora tutto non rilevato, attrae le persone più per la curiosità degli eventi che di quella di avere un rapporto con Dio. La loro attrazione verso le cose spirituali sembra di più verso i microcip, il cavallo bianco, il cavallo nero, il dragone e tutto il resto che verso il Cristo Redentore. E’ la verità, perché poi quando abbiamo bisogno di Gesù, del Suo aiuto non sappiamo come e dove incontrarlo. Siamo pieni di frase fatte e poi magari non sappiamo usarne una per noi stessi. Spesso mi trovo a parlare con cristiani che sono depressi, abbattuti, scoraggiati, avviliti senza pace e senza alcuna speranza imminente. Gesù disse: “Che la fede dei più si sarebbe raffreddata”, ma non disse di tutti, e nemmeno di quelli che vogliono operare oggi per Lui. Il problema di oggi è che abbiamo avuto tutto facile e tutto in fretta dalla vita, che appena ci manca qualcosa diventiamo depressi e con le braccia cadenti. Sentite che disse Zaccheo quando si converti:

Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città. Un uomo, di nome Zaccheo, il quale era capo dei pubblicani ed era ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non poteva a motivo della folla, perché era piccolo di statura. Allora per vederlo, corse avanti, e salì sopra un sicomoro, perché egli doveva passare per quella via. Quando Gesù giunse in quel luogo, alzati gli occhi, gli disse: «Zaccheo, scendi, presto, perché oggi debbo fermarmi a casa tua». Egli si affrettò a scendere e lo accolse con gioia. Veduto questo, tutti mormoravano, dicendo: «È andato ad alloggiare in casa di un peccatore!» Ma Zaccheo si fece avanti e disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo». Gesù gli disse: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, poiché anche questo è figlio d’Abraamo; perché il Figlio dell’uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto».
(Luca 19:1-10).

Che bella conversione, sincera, decisa, di un uomo che truffava e imbrogliava il prossimo, ma quanto si sentì chiamare dal Signore Gesù, una luce si accese nel suo cuore. E incomincio a dire “darò la metà dei miei beni ai poveri, e se ho frodato qualcuno gli do quattro volte tanto”. Conversione autentica, non placcata ma originale, partita direttamente dal cuore e non solo dalla mente. Oggi le persone vanno in una riunione di culto, ascoltano un sermone, rispondono a l’appello della salvezza, e come sono entrati così se ne tornano a casa. Vuoti entrano e illusi se ne tornano. Io le chiamo “conversione da 24 ore”, perché spesso questo è il tempo della loro gioia. Le loro vite non vengono trasformate, sono legati sempre ai loro idoli, alle loro passioni, ma soprattutto nella mente e nel cuore non è cambiato nulla, tranne che hanno conosciuto la strada della salvezza, ma sono restii a imboccarla. Bisogna pur dire che molte persone che dovevano essere curate non lo sono state, persone che bisognava pregare per loro e non c’è stato chi ha pregato. I responsabili una volta scesi dal pulpito, hanno fatto il loro lavoro e spesso sono “troppo” impegnati per essere visitati o andare a visitare. ( Non tutti ma buona parte si). Certo i convertiti come Zaccheo non è facile trovarne oggi, però sono sicuro che ci sono persone che hanno dato il cuore a Gesù, e hanno bisogno d’aiuto, aiuto morale, fisico e anche materiale. Ricordiamoci noi che conosciamo il Signore che cosa più bella è dare invece che ricevere. Un altro sbaglio del credente infelice è il paragonarsi alle persone del mondo. Vedere magari un calciatore di 24- 25 anni che guadagna 5-6 milioni di euro l’anno, attori, cantanti e politici nullafacenti arricchirsi alle nostre spalle, ci porta a delle frustrazioni. E spesso paragoniamo la loro ricchezza e i loro beni, con le nostre povertà e le nostre difficoltà. Spesso abbiamo pensieri di rivolta verso Colui che ha dato la sua vita per noi. Pensiamo di ricevere delle ingiustizie. Stiamo attenti e impariamo che il Signore ha cura di noi, e ha pazienza con quelli che fanno il male, con quelli che ingrassano, ridono e godono. E tutto calcolato il Signore ha i suoi tempi, e Lui sa quando sarai liberato, potresti passare anche tutta la vita così Lui sa il perché. Forse c’è il rischio di perdere l’Eternità, e tu gli sei costato/a troppo caro. Anche il Salmista Asaf ebbe di questi pensieri, quando vedeva che i nemici di Dio prosperavano e disse nel Salmo (73: 12-20 ):

Ecco, costoro sono empi;
eppure, tranquilli sempre, essi accrescono le loro ricchezze.
Invano dunque ho purificato il mio cuore
e ho lavato le mie mani nell’innocenza!
Poiché sono colpito ogni giorno
e il mio tormento si rinnova ogni mattina.
Se avessi detto: «Parlerò come loro»,
ecco, avrei tradito la stirpe dei tuoi figli.
Ho voluto riflettere per comprendere questo,
ma la cosa mi è parsa molto ardua,
finché non sono entrato nel santuario di Dio,
e non ho considerato la fine di costoro.
Certo, tu li metti in luoghi sdrucciolevoli,
tu li fai cadere in rovina.
Come sono distrutti in un momento,
portati via, consumati in circostanze orribili!
Come avviene d’un sogno quand’uno si sveglia,
così tu, Signore, quando ti desterai,
disprezzerai la loro vana apparenza.

Quindi il Signore non ha bisogno dei nostri consigli, siamo in pace con Lui e con il mondo che ci circonda ma sopratutto non ci dimentichiamo che Gesù ci ha detto:

“La vostra condotta non sia dominata dall’amore del denaro; siate contenti delle cose che avete; perché Dio stesso ha detto: ‘Io non ti lascerò e non ti abbandonerò’.
( Ebrei 13:5 ).

La giovane moglie sospirò, mentre salutava i suoi facoltosi amici di vecchia data: “forse un giorno anche noi saremo ricchi!”. A quel desiderio appena accennato suo marito rispose saggiamente: “Tesoro, noi siamo ricchi. Forse un giorno avremo anche del denaro”. Il giovane sposo aveva colto l’essenza, avere a disposizione molto denaro non fa ricchi, come la mancanza di soldi non rende poveri. Siamo ricchi in Dio ricordiamocelo.

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